La Juventus nelle parole di chi l’ha resa grande (diciottesima puntata)

  • “La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l’ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince”. (John Charles)
  • (Su Giovanni Trapattoni): “Un ragazzo serio, pratico, con grande senso del dovere. All’inizio temevo che le vecchie volpi dello spogliatoio se lo mangiassero in insalata, ma il Trap era un duro anche a trent’anni e vinse lui”. (Giampiero Boniperti)
  • “Non è solo la quantità di reti o di presenze che lascia il segno, queste sono cose importanti e significative, ma non sono le uniche. Si lascia il segno in tanti modi, anche per quello che dai a livello umano. Faccio un esempio; Gianluca Vialli è stato pochi anni in bianconero, ma ha fatto cose eccezionali, ha vissuto un momento esaltante ed è ricordato con grandissimo affetto. I tifosi hanno sempre visto in me il giocatore che non molla; la faccia l’ho sempre messa e questo alla gente piace.
    Per me, è stata una scelta naturale, molto juventina; io gioco per vincere, per divertirmi e per fare divertire. Senza il sostegno di chi ti vuole bene, tutto ciò non sarebbe possibile”. (Alessandro Del Piero)
  • “Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai”. (Omar Sivori)
  • “Agnelli è una persona che tutti vorrebbero come zio”. (Michel Platini)
  • “Nel dramma (sportivo, naturalmente) di giocare in serie B, è stato un anno bellissimo. Certo, per me e per la Juventus, rappresentavano un’assurdità, rispetto alla storia che abbiamo disegnato insieme. Però, io l’ho vissuta bene, affrontandolo in maniera pulita ed entusiasta. Alla base dei risultati che abbiamo ottenuto, c’è questa disponibilità da parte di tutti; ed il bilancio ‘sentimentale’ per me è positivo. L’anno di serie B ce l’ho dentro, sotto forma di orgoglio; io ed i miei compagni abbiamo compiuto un’impresa quasi gloriosa, anche appassionante nella sua dinamica, nell’aver recuperato lo svantaggio della penalizzazione” .
    (Alessandro Del Piero)
  • “La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. È arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l’avversario”. (Didier Deschamps)
  • “Juventus è anche un modo di comportarsi. Ricordo quando ero negli esordienti o nei giovanissimi e ci spiegavano di mettere la maglietta dentro ai pantaloni, di dire sempre buongiorno o buonasera, di rimettere la sedia sotto al tavolo dopo aver mangiato. Sembrano dettagli, ma non lo sono”. (Claudio Marchisio)
  • “È stato un giorno speciale. La stagione si è conclusa con una bella vittoria contro la Lazio, che ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo che volevamo in questo finale di stagione, ovvero il secondo posto. È stato importante chiudere il campionato con due vittorie, e soprattutto lo è stato tornare a vincere di fronte al nostro pubblico. Mi mancava davvero, e non sarebbe stato bello chiudere il campionato senza riprovare quella sensazione. Del resto, Pavel non poteva che chiudere così, con una vittoria.
    È stato un giorno speciale. Lo è stato per lui, e per noi che ancora non ci sembra vero di non rivederlo più nello spogliatoio, quando ci troveremo per ricominciare la stagione. Sono orgoglioso di avere giocato con Pavel Nedved (anche perché me lo ricordo anche da avversario, e vi assicuro che è molto meglio averlo dalla propria parte…).
    Sono orgoglioso che domenica scorsa sia stato il mio capitano, di avergli messo al braccio la fascia che
    indosso da tanti anni. Era il minimo che potessi fare. Mi dispiace davvero che Pavel non sia più al mio fianco il prossimo anno, basta pensare a quello che è riuscito a fare in questa stagione: come tutti i grandi campioni, ha chiuso alla grande. Mi legano a lui tanti ricordi, tante vittorie, qualche sconfitta, la scelta di restare alla Juventus anche in serie B per ritornare in alto, insieme. Ma soprattutto mi legano a Pavel tutti quei momenti, anche apparentemente insignificanti, quegli attimi vissuti insieme in questi otto anni, che per me rappresentano la grandezza non solo del calciatore, ma anche dell’uomo, dell’amico.
    È stato bello “sopportarti” per tutto questo tempo, caro Pavel!”.
    (Alessandro Del Piero)
  • (A proposito del suo trasferimento in bianconero) “Le trattative furono brevi; io avevo firmato il cartellino per il Momo ma, sentimentalmente, il mio cuore era per la squadra del mio paese, il Barengo, e desideravo che, nel passaggio alla Juventus, anche quella società avesse qualche guadagno. Andò a finire così: prezzo di acquisto sessantamila lire; trentamila furono per il Momo e trenta per il Barengo, in scarpe, maglie e reti, di cui avevano bisogno. Io, mi accontentai dell’onore”. (Giampiero Boniperti)
  • “La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l’abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere”. (Sir Alex Ferguson)
  • (Su Gianni Agnelli) “Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo”. (Marcello Lippi)
  • “Mio nonno, che acquistò la Juve nel 1924, era un uomo portato al progresso. Oggi sarebbe innamorato dello spazio”. (Gianni Agnelli)
  • (Su Alessandro Del Piero) “Ha vissuto una serata davvero straordinaria. Ha superato Boniperti ed è entrato nella leggenda. Ha raggiunto questo traguardo con grande merito per quello che ha fatto negli anni e per l’impegno costante che dimostra ogni giorno. È un giocatore che in campo da sempre tutto. In questo momento è in ottima forma, farà un grande girone di ritorno e arriverà ai mondiali in grandissima condizione”. (Fabio Capello)
  • “Sono un tifoso bianconero perché è il club che ha vinto di più nella storia del calcio italiano, un po’ come il Bayern da noi, e ha sempre avuto campioni e allenatori di grandissimo livello. Per questo motivo da sempre sono un suo sostenitore”. (Franz Beckenbauer)
  • “Purtroppo non ho potuto conoscere Scirea come persona, ma solo come tifoso. L’ho visto sollevare la Coppa del Mondo e anche per questo era un mio mito. In questi anni ho cercato spesso di imitarlo e sono onorato che qualcuno mi paragoni a lui”. (Alessandro Del Piero)

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