Nelle settimane precedenti, Fratelli d’Italia, partito della presidente del Consiglio Meloni, con il senatore Lucio Malan, ha presentato un emendamento alla manovra per affermare un principio: “Le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del popolo italiano”.
Lo Stop della BCE
La banca centrale ha dato più pareri negativi sugli emendamenti per un semplice motivo: non capisce quale sia la finalità della proposta (e ovviamente il suo compito è quello di difendere l’indipendenza delle banchi centrali europee). Scritto in altre parole, teme che l’emendamento possa essere un primo passo per l’utilizzo da parte del governo dell’oro.
Cosa vuole il governo?
Non sono un membro del governo (e non faccio nemmeno parte dei possibili elettori passati, presenti o futuri di questa compagine), ma non ci vuole un genio per capire che il governo non vuole utilizzare le riserve auree.
Si tratta della solita arma di distrazione di massa del centrodestra. Faccio poco o nulla ma mi intesto qualcosa perché il mio elettore è di bocca buona e gli va bene un po’ tutto. Tipo, grazie a noi c’è finalmente scritto sul sito di Bankitalia che l’oro è di proprietà del popolo. Come dice Borghi “non è possibile che non sia specificato da nessuna parte che la proprietà è dello Stato. Se vai sul sito della Banque de France c’è scritto che gestisce l’oro dello Stato, se vai sulla Bundesbank c’è scritto che la Banca centrale possiede l’oro”.
Intanto il tasso di crescita del Pil italiano è nuovamente tra i finalini di coda dell’Unione Europea.