Il tribunale ha respinto il ricorso dei coniugi Trevaillon. Una decisione che chiude, almeno temporaneamente, una vicenda che ha visto politica e giustizia scontrarsi su un terreno delicatissimo: quello della tutela dei minori.
Le motivazioni dei giudici raccontano una storia che va oltre i titoli sensazionalistici. Bambini senza medico di base, che effettuano la loro prima visita pediatrica solo quest’estate. Una bambina con bronchite acuta e broncospasmo, mai curata né segnalata. Condizioni igieniche precarie, tanto che alcuni dei piccoli hanno sviluppato paura persino della doccia. Ritardi nell’apprendimento evidenti: a otto anni, saper scrivere a malapena il proprio nome.
Eppure i giudici, nella loro saggezza, hanno precisato un principio fondamentale: l’allontanamento dai genitori deve restare una misura temporanea, da revocare non appena possibile. Perché l’obiettivo non è punire, ma proteggere e ricostruire.
In questa storia, il tifo va fatto per loro: i bambini. Per i loro diritti fondamentali, per la loro salute, per la possibilità di vivere un’infanzia serena. L’auspicio è che possano presto tornare in una casa adeguata, in un contesto familiare finalmente capace di garantire loro ciò di cui hanno bisogno.
Ma c’è un aspetto che lascia l’amaro in bocca. La politica si è gettata su questa famiglia con la consueta voracità populistica, strumentalizzando la vicenda per attaccare la magistratura e conquistare consenso. Senza conoscere i fatti, senza curarsi delle reali condizioni dei minori, senza alcun rispetto per la complessità della situazione.
È una pratica che abbiamo già visto. Dai tempi di Bibbiano, certe forze politiche hanno imparato a cavalcare questi casi con modalità predatorie, trasformando tragedie personali in armi di propaganda. I bambini diventano strumenti, la loro sofferenza viene amplificata sui social, le loro storie private vengono esposte alla gogna mediatica.
Tutto questo fa schifo. Non c’è altro modo per dirlo.
Ogni volta si pensa che abbiano raggiunto il limite, che non si possa scendere più in basso. E invece no: prendono la pala e continuano a scavare.