Mentre la squadra sul campo sembra trovare continuità, il futuro della Juventus passa per le scrivanie della Continassa. Con l’era Giuntoli ormai alle spalle, la nuova gestione firmata Damien Comolli eredita una situazione di mercato intrigante ma complessa, visti i fondi limitati ed il fatto che resta da riempire una la casella del direttore sportivo…
Colmare le lacune
Di giocatori di valore che si libereranno a giugno del prossimo anno ce ne sono parecchi. Il problema grosso è che c’è la concorrenza degli ingiocabili. Non mi riferisco all’Inter ma ai club della Premier League. Grazie agli introiti dei diritti televisivi hanno la possibilità di pagare salari inarrivabili per la serie A. Cosa manca in particolare? Io mi concentrerei soprattutto su centrocampo, laterali di qualità ed eventualmente qualcosa a livello di centrale difensivo. Ecco qualche idea:
- Franck Kessié, centrocampista, 29 anni (Al-Ahli);
- Leon Goretzka, centrocampista, 30 anni (Bayern Monaco);
- Dayot Upamecano, difensore, 27 anni (Bayern Monaco);
- Quinten Timber, centrocampista, 25 anni (Feyenoord);
- Renan Lodi, difensore, 27 anni (Al Hilal);
- Ruben Neves, centrocampista, 28 anni (Al Hilal).
Non vanno ovviamente dimenticati altri giocatori come Mike Maignan, Bernardo Silva e Serge Gnabry.
I nodi Vlahovic e McKennie
Comolli dovrà gestire con estrema cura le scadenze interne al 2026, su tutte quella di Vlahovic e McKennie. Sul primo credo che ci sia poco da fare, sul secondo (molto ben valorizzato da Spalletti), nutro qualche speranza di un accordo in extremis.